Conte Ludovico Negroni

Sandro Bassetti, Castello Monaldeschi della Cervara, 05014 Monte Rubiaglio (TR), Italia. bassetti@libero.it

 
Busto del Conte Ludovico Negroni.
 
 
 
Urna funeraria del Conte Ludovico Negroni.
 
 

Venerdì 30 giugno e Sabato 1 luglio 2017 in Padula (SA) è stato commemorato l'orvietano conte Ludovico Negroni primo caduto a 32 anni, portabandiera della spedizione di Carlo Pisacane a Sapri nella ricorrenza dei 160 anni dall'avvenimento. L'amministrazione di Orvieto, pur invitata ha declinato l'invito a causa di altri impegni. La folla numerosa ha rumoreggiato per l'assenza del Sindaco di Orvieto od altri da lui delegati. Era presente per la sua Patria di Origine Sandro Bassetti, biografo di Ludovico, che dette alle stampe nel 2009 il libro “Ludovico Negroni” un Carbonaro di Orvieto da Cortona a Sapri”. Bassetti abita nel castello di Monte Rubiaglio, al tempo proprietà dei conti Negroni. Alle 19:30 del 30 giugno, nel Palazzo Romano di Padula, si è tenuta una conferenza per ricordare gli eventi dei “Eran trecento giovani e forti e sono morti”. Sono Intervenuti il 30 Giugno 2017 alle ore 19,30 nell'atrio del: Palazzo Romano di Padula: il Sig. Paolo Imparato: Sindaco di Padula, il Dott. Marcello Ferrigno della Famiglia Romano – Rotunno, il Sig Luigi Astorino: Presidente dell'Associazione "La Ginestra", l'Avv. Antonio Gnazzo Presidente del Rotary Club di Sala Consilina – Vallo di Diano. Relatori sono stati i Sigg.: Ing. Sandro Bassetti - autore di "Ludovico Negroni, un carbonaro di Orvieto ... ", il Prof. Vincenzo Maria Pinto - docente Liceo Scientifico C. Pisacane – Padula, il Dott. Miguel Sormani - archivista Università di Salerno, il Prof. Carmine Pinto - professore dell'Università di Salerno. Moderatore il Dott. Giuseppe D'Amico - giornalista. Venerdì, 1 Luglio 2017, alle ore 11,00 in Padula, Loc. COSTA - COLLINA SAN CANIONE dove è stato ucciso, decapitato e squartato il conte Ludovico Negroni è stata scoperta una pregevole stele in pietra di Padula, opera realizzata dallo scultore Giovanni Cancellaro, raffigurante un corpo morente che tiene in mano la bandiera italiana (dono di un reggimento di fanteria dell'Esercito Italiano). Sulla stele, benedetta dal Parroco di Padula, è stata apposta una targa chiara, sintetica e globale: "IN MEMORIA DI LUDOVICO NEGRONI (Orvieto 1825), CONTE E CARBONARO, PORTABANDIERA DEI TRECENTO DI CARLO PISACANE, QUI CRUDELMENTE UCCI­SO IL 1 LUGLIO 1857, NEL VANO TENTATIVO DI FERMARE IL SOGNO RIVOLUZIONAR­IO DI UN'ITALIA UNITA E DEMOCRATICA". Nel pomeriggio, con inizio alle ore 18,00, la manifestazione relativa al 160 0 Anniversario della spedi­zione di Carlo Pisacane e dei Trecento "giovani e forti", sono proseguite presso la Chiesa della S. Annunziata, nel Monumento Ossario dei Trecento a cura della Parrocchia di San Giovanni, con il convegno patrocinato dall'Ente Comune di Padula e della Parrocchia della Provincia di Salerno. La manifestazione nel suo complesso è stata preziosa, onorevole e animata dalla passione di tutti gli abitanti di Padula, purtroppo non da quelli di Orvieto e dai loro rappresentanti.

Molto rumore ha suscitato la notizia che dal 1912, anno del recupero dei pochi resti del corpo di Ludovico Negroni, questi sono stati trasportati in Orvieto, posti in una pregevole urna in terracotta, che però da allora fino ad oggi, a causa dell'immobilismo delle istituzioni, giace accanto alla porta del guardiano del cimitero orvietano in un atrio lontano dal suolo consacrato. In 105 anni nulla è stato fatto nonostante le molteplici richieste presentate. Si pensa quindi di adire anche le vie legali se necessario per trasportare i miseri resti dalla guardiania del cimitero di Orvieto al monumento ossario dei Trecento a Padula insieme ai resti dei suoi compagni.

 

«Comune di Orvieto. L'anno millenovecentododici questo dì ventisette del mese di aprile nella sala del Palazzo Municipale, alle ore nove antimeridiane. Si premette che il giorno 19 aprile per opera del conte Lorenzo Cozza fu Adolfo coadiuvato dal sig. Ravelli Maurizio di Cristoforo nostri concittadini furono iniziate in Padula delle esplorazioni allo scopo di rintracciare, sopra indicazioni di documenti e di testimonianze i resti mortali del Conte Ludovico Negroni orvietano, ivi caduto nella infausta giornata del primo luglio 1857 con i compagni della ardimentosa spedizione di Carlo Pisacane.

Tali ricerche furono coronate da esito fortunato come è attestato dal seguente verbale del municipio di Padula:

“Municipio di Padula.

L'anno millenovecentododici il giorno ventuno aprile in Padula Agli effetti di quanto s'intende porre in rilievo e stabilire col presente verbale si rimette:

Nel giorno diciannove volgente mese si presentarono in questa sede municipale i signori Lorenzo prof. Cozza fu Adolfo e Ravelli Maurizio di Cristoforo, entrambi cittadini di Orvieto, quelli anche in rappresentanza del Sindaco di detta città, i quali ci hanno dichiarato che, in base a documenti storici e testimonianze di cittadini padulesi, desideravano di fare delle esplorazioni nel fondo di proprietà Carella in contrada Costa S. Canione, ove deve trovarsi sepolto il cadavere dell'eroico compagno di Carlo Pisacane, il Conte Ludovico Negroni di Orvieto, caduto sotto l'esecrando piombo borbonico nell'infausta giornata del 1° luglio 1857, per esservi stato inumato nel successivo giorno due, giusta le precise indicazioni date da tali Maria Michela Carella, Marianna Polito, Lorenzo Cavella e Vincenzo Merola, avendo essi già presi gli opportuni accordi con il proprietario del fondo predetto.

In seguito a che, avendo noi infrascritti Assessori anziani f.f. (facenti funzione, N.d.A.) da Sindaco dato il nulla osta all'opera eminentemente patriottica ed umanitaria, i predetti signori Cozza e Ravelli, accompagnati dal prof. Arcangelo Rotunno R. Ispettore circondariale dei monumenti e scavi, si recarono nel giorno stesso sul luogo designato.

Quivi coll'opera dei terrazzieri Lorenzo Cavella e Michele Repedini, ed alla presenza delle suindicate donne e del Merola, alle ore 13 precise iniziarono lo scavo nella parte Nord-Est del punto, ove esisteva lo storico ciliegio, seguendo sempre le indicazioni della Carella e della Polito, che ricordano con precisione fatti e circostanze. Dopo circa due ore di lavoro si osservò che il terreno presentava dei depositi d'infiltrazioni biancastre, caratteristiche risultanze di antiche composizioni cadaveriche.

In vista di ciò s'intensificò il lavoro con maggior lena, massime all'apparire di alcune pietre sulle quali vi erano precipitati di grasso umano. A questo punto lo scavo aveva una superficie di m. 4 per m. 0,90 di profondità, quando un colpo di piccone fece franare una parte di terreno da cui venne fuori un frammento di femore umano lungo diciotto centimetri, che essi raccolsero subito alla presenza delle guardie campestri Di Genna Pietro da Palma Campania e Scolponi Prospero da Padula, nonché dei cittadini Bocco Luigi di Vincenzo, Ventueri Domenico fu Carmine, Lamanna Michele, Romano Cesare e Federico di Luigi e Astorino Agostino, tutti da Padula.

E poiché allo stato delle operazioni ritennero opportuno l'intervento delle Autorità locali ce ne fecero richiesta. E noi accompagnati dal Maresciallo dei RR. Carabinieri sig. Scotti Francesco ci recammo sul posto: e, constatato il rinvenimento del glorioso avanzo del povero Conte, assistemmo al prosieguo delle operazioni che diedero per risultato il rinvenimento di un altro pezzo di osso di avambraccio lungo centimetri cinque. Raggiunta la sera, i lavori vennero sospesi.

Ripigliati la mattina del giorno successivo alla presenza nostra e del suddetto funzionario militare e di molti cittadini, non diedero altri interessanti risultati, tranne il rinvenimento di qualche pezzo di radice del menzionato ciliegio, reciso venti anni or sono, sotto il quale venne sepolto l'eroico Conte e lì dappresso un altro frammento di osso raccolto dal ragazzo Alliegro Gaetano di Raffaele, e alcune pietre sulle quali si riscontrarono tracce di precipitati di decomposizione umana. E quando si perdette la speranza di rinvenire altri avanzi, si pose termine al lavoro e si raccolsero gli avanzi stessi dinanzi descritti insieme alle pietre in un'urna di legno castagno lunga m. 0,43 x 0,18 a quattro scompartimenti con coverchio di cristallo, che viene oggi regolarmente suggellato con nastro color lilla collocato a croce e con cinque timbri a ceralacca rossa portante la scritta: «Amministrazione del Comune di Padula» e con lo stemma nazionale, urna che viene consegnata ai prefati signori Cozza e Ravelli pel trasporto in Orvieto città nativa del prode Negroni.

E perché ne consti si è redatto il presente verbale debitamente sottoscritto. P. Il Sindaco (f.to) G. Petrella; (f.to) Scotti Francesco, Maresciallo RR.CC.; (f.to) Arcangelo Rotunno; (f.to) Lorenzo Cozza; (f.to) Maurizio Ravelli; (f.to) Raffaele Paladino, Segretario del Comune di Padula.

Visto e applicato sull'urna esterna di zinco il sigillo della sottoprefettura di Sala Consilina a ceralacca rossa (f.to) Turchi”.

Per opera del sullodato Conte Lorenzo Cozza i preziosi avanzi suddetti furono ieri ventisei corrente restituiti alla Città Natale e trasportati solennemente presenti le Autorità civili e politiche dalla stazione ferroviaria in città e depositati nel palazzo municipale, dove in presenza delle suddette Autorità furono tolti i suggelli della Sottoprefettura di Sala Consilina, per porre l'urna contenente i resti raccolti, alla vista ed alla onoranza del pubblico che numeroso assisteva alla pietosa cerimonia.

Volendosi oggi trasferire le dette reliquie al civico Cimitero per ivi provvisoriamente conservarle, e in attesa delle disposizioni superiori per un migliore e definitivo collocamento dei gloriosi avanzi medesimi prima di rimuoverle da questo civico palazzo, alla presenza di noi sottoscritti si è proceduto al suggellamento con fili di rame e timbri a piombo, recenti la sigla comunale M.O. (Municipio di Orvieto, N.d.A.) con un bordo rettangolare della custodia di zinco contenente i detti resti e una fotografia dell'estinto.

Dopo di ciò l'abbiamo chiusa in altro artistico cofano di terracotta, foggiato ad urna, il quale pure a sua volta è stato sigillato col timbro suddescritto.

Del che si è redatto il presente verbale che viene approvato e firmato come appresso: Viti Roberto, Sindaco; Lorenzo Cozza; Maurizio Ravelli; Francesco Valentini, assessore; Luigi Petrangeli, assessore; Ladi Carlo, segretario comunale» .

In data 1° maggio 1912 il comitato orvietano costituitosi per onorare il conte Ludovico Negroni, chiede l'autorizzazione al ministero dell'istruzione pubblica e al sindaco di Orvieto per collocare entro l'aula del Palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto l'urna dello scultore Cozza, con entro le ceneri dell'illustre patriota .

Filmato della Stele

Video della Stele e Poesia

Intervista ANSA

Video intervista ANSA

Archivio di Stato di Orvieto, Archivio Storico comunale, Protocollo 1913, busta 63.

Archivio di Stato di Orvieto, Archivio Storico comunale, Protocollo 1913, busta 63.