ItaliaSandro Bassetti, Castello Monaldeschi della Cervara, 05010 Monte Rubiaglio (TR), Italia. info@sandrobassetti.it Comunità Europea

 
 
 

Stroncone, lato Sud

Porta Maestra o Principale

Piazza San Giovanni e pozzo seicentesco

Via dell'Arringo

 

Come tutti gli insediamenti italici anteriori a Roma e fuori dell'influenza etrusca, le origini di Stroncone si perdono nel tempo e possono essere ricostruite approssimativamente per illazioni ed estrapolazioni, tenendo presente l'andamento storico dei territori contermini. E' a tutti noto che anticamente gli insediamenti umani si stabiliscono sulla riva dei fiumi o sui monti, secondo che si tratti, rispettivamente, di popolazioni migranti o in fuga. E' probabile quindi che verso la fine dell'età del ferro i resti di un popolo fuggito da qualche regione del Nord-Est d'Italia o forse d'Europa si siano fermati nel territorio di Stroncone che, posto in altura, offre un valida difesa contro eventuali attacchi dalla pianura. Il clima, la fertilità della terra, la relativa sicurezza, devono avere indotto quel popolo a fermarvisi, costituendo una comunità con proprie leggi tramandate da padre in figlio ed una rudimentale organizzazione politica basata sul governo degli anziani. Circa tre secoli più tardi, il territorio passa sotto il dominio dei Sabini dei quali, peraltro, da tempo subisce l'influenza. Segue, quindi, un silenzio storico di circa cinque secoli nel corso del quale si presume che, soprattutto verso la fine, la Sabina risenta l'influenza dell'astro nascente di Roma. Questo silenzio è spiegabile col fatto che la lingua dei Sabini è sconosciuta, non avendo lasciato alcuna traccia di essa perché fagocitata dal latino. L'antica Stroncone entra quindi a far parte di Roma della quale segue le sorti. Sotto Roma l'attuale Stroncone continua a mantenere il nome sabino di Trebula Suffena che gli è stato dato qualche secolo prima. Dal IV all'VIII secolo Stroncone, come gran parte del territorio italiano, è testimone e vittima delle invasioni dei Visigoti nel 408 e 410, degli Unni nel 451, degli Eruli nel 476, degli Ostrogoti nel 489 e dei Longobardi. Questi ultimi dominano per due secoli fino al 773 e sotto il loro dominio Stroncone viene assoggettato al ducato di Spoleto. Nell'845 Stroncone è invaso dai Saraceni. Il paese passa poi sotto il dominio del ducato di Spoleto e più precisamente sotto il conte Ugone, da cui si crede derivi il nome di Stroncone. Infatti, il castello del paese viene chiamato Castrum Ugonis, deformato successivamente in Castrugone, Castrungone, Strungone e Stronconum. Il documento più antico che narra di Stroncone è contenuto nel Chronicon Farfense di Gregorio da Catino e risale al 1012. Nel 1159 l'abate di Farfa, che allora ne detiene il dominio, fa dono al papa del castello di Stroncone e, nell'anno 1192, questo si trova annoverato nel "liber Censuum" di Cencio Camerario come tributario della Chiesa Romana per l'annuo censo di 100 soldi. Da questo momento, e fino all'unità d'Italia, Stroncone resta fedele suddito della Chiesa dandone visibile testimonianza aggiungendo all'arme originaria, raffigurante un castello in campo azzurro, una croce bianca in campo rosso con otto chiavi inquadrate, simbolo dell'autorità pontificia. Se per questa fedeltà ottiene molti pubblici riconoscimenti, deve anche subire non poche angherie da parte degli avversari del papato. Comincia Narni nel 1209 che però viene fermata da una crociata spedita nel 1215 da Innocenzo III. I Narnesi sono costretti a ricostruire a loro spese il paese di Stroncone, che hanno distrutto. Nel 1404 gli Stronconesi scacciano Andrea Tomacelli che, parteggiando per Ladislao re di Napoli, vi si è insediato; cingendo, in occasione del passaggio di Pio II il 14 dicembre del 1462 il proprio stemma con una fascia avvolgentesi a due rami di alloro e di quercia con impressa la seguente legenda: "Stronconium liberum Romano tantum Pontifici subiectum cui servire libertas". Nel 1527 subisce l'assedio delle truppe che marciano alla volta di Roma scampando alla distruzione ed al saccheggio grazie all'aiuto della vicina Terni che interviene pagando 2.340 scudi. Nel 1799 resiste per sette giorni agli assalti dei francesi che vi penetrano l'ottavo giorno, in seguito a capitolazione concordata con gli assediati, perpetrando uno spietato saccheggio. La storia di Stroncone nell'evo moderno, non fornisce per un lungo periodo di tempo alcun documento, ma è tuttavia riconducibile alla storia della Chiesa di cui è parte. Tutto ciò termina, infatti, quando nel 1821 le truppe austriache, dirette verso Napoli, entrano in Stroncone. Nel 1860 le truppe piemontesi occupano l'Umbria ed il successivo plebiscito ne sancisce l'annessione al regno d'Italia. Stroncone diviene così un Comune del Regno d'Italia del quale segue la sorte, vivendone gli eventi tristi e lieti e pagando un alto tributo di sangue nella guerra del 1915-18.

Nonostante questa sua partecipazione attiva ai destini della patria, nel 1927 un decreto toglie al Comune la sua autonomia e ne fa una Delegazione del Comune di Terni. A nulla valgono petizioni e ricorsi documentatissimi, né la sua antica e fiera tradizione di indipendenza. La fine dell'autonomia ha come conseguenza un aggravamento di tasse, imposte e tributi per livellari a quelli di Terni, ma soprattutto una ingiusta mortificazione dei sentimenti civili della popolazione. Seguono poi gli anni bui e dolorosi dell'ultimo conflitto mondiale, la Resistenza e la ricostruzione che vedono impegnati a fondo tutti gli Stronconesi. Poi, con la pace, il diritto all'indipendenza comunale, soffocato dalla guerra, rinasce più vivo che mai e finalmente nel 1947 un Decreto restituisce a Stroncone la sua autonomia.

 

Via delle Carceri

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo comunale

Questo edificio, anticamente chiamato Palazzo dei Priori, è molto probabilmente del XIII secolo, ma nei secoli successivi ha subito vari rimaneggiamenti e modifiche che ne hanno alterato le linee originarie. Sulla porta lo stemma comunale ed entrando, a destra, l'antica cancelleria. Al piano superiore l'antica Sala dei Priori, oggi Sala del Consiglio Comunale. Alle pareti stemmi di famiglie patrizie locali e in un angolo l'antico stendardo del Comune. Nell'ufficio del Sindaco sono custoditi l'antico bossolo delle votazioni dei Priori, una raccolta di monete e medaglie antiche, il sigillo comunale, i Corali miniati ed altri documenti storici. Si tratta di cinquanta pezzi rinvenuti in gran parte nel territorio di Stroncone, custodite nell'ufficio del sindaco del palazzo comunale, che testimoniano, fuori da ogni dubbio, la presenza romana dal V secolo a.C. in poi e che copre un arco di tempo di quasi ventitré secoli. La raccolta di monete ha un grande valore non solo numismatico, ma soprattutto storico. Il pezzo più antico è costituito da una moneta d'argento che su una parte riproduce la testa di Minerva e sull'altra due cavalieri, forse Castore e Polluce, uno scudo macedone, che va con molta probabilità collocata nel 470 a.C. Di notevole importanza una moneta bronzea che ha su un lato la testa laureata di Giulio Cesare coniata intorno al 43 a.C. Seguono altre monete e medaglie di Augusto, Nerone, Nerva, Marco Aurelio, Severo Alessandro, Marcia Severa Otacilia (moglie di Filippo), Claudio il Gotico, Costantino. Di notevole interesse anche i pezzi di epoca medioevale. Anche un antico sigillo è conservato nel Palazzo Comunale. Sopravvissuto a circa sei secoli di eventi storici, questo sigillo resta senza alcun dubbio uno dei documenti più importanti dell'epoca medievale. E' costituito da un disco di bronzo del diametro di 34 millimetri e serve a quei tempi a legalizzare gli atti municipali. Al centro è inciso un castello con torri e merli ed ai lati della torre principale vi sono le due chiavi che potrebbero essere attribuite tanto all'appartenenza alla Chiesa quanto all'autonomia e indipendenza comunale. E' difficile stabilire con esattezza quando questo sigillo sia stato inciso, ma si pensa che possa essere collocato al XIII secolo e più precisamente verso l'anno 1240.

   

Incoronazione della Vergine

Natività

Chiese e conventi

La collegiata di S. Michele Arcangelo è la principale chiesa di Stroncone; è la prima ad essere edificata nel paese: è a tre navate e notevole è il coro con stucchi dorati e pitture che rappresentano i quattro Dottori della Chiesa e i protettori di Stroncone. La chiesa di S. Nicolò è, dopo la precedente, la più antica del comune. La chiesa subisce nel corso dei secoli numerosi restauri che alterano completamente le originarie linee architettoniche. Di originale è rimasto solo l'ingresso principale ornato di bassorilievi di sapore bizantino e di una tavola dell'Incoronazione della Vergine, opera di Rinaldo di Calvi, uno dei migliori allievi dello Spagna. La chiesa di S. Giovanni Decollato posta nella piazza principale del Comune è un autentico gioiello d'architettura e d'arte. Molto belli i portali esterni in pietra, mentre l'interno è decorato con affreschi e stucchi. Fra le pitture più importanti dell'oratorio si citano l'Annuncio a Zaccaria, S. Giovannino nel deserto, Natività del Battista, Battesimo di Cristo, tutte opere di Giuseppe Bastiani. Quanto agli stucchi, la loro esecuzione ricorda molto da vicino la maniera degli Zuccari. La chiesa della Madonna del Gonfalone sorge nel punto più alto di Stroncone, in località detta la Torre. Di rilievo l'altare maggiore, dedicato alla Madonna, con ai lati i dipinti di S. Margherita e S. Biagio. Il convento di S. Francesco fuori le mura di Stroncone è fondato probabilmente dallo stesso Santo nel corso di una sua visita a Stroncone. Molto bello il coro in noce ed il ritratto di S. Francesco. Degna di nota la sacrestia con bellissimi mobili in noce intarsiati ed un quadro di S. Girolamo ascrivibile al periodo barocco. Il frontale della chiesa, malgrado le sovrapposizioni, conserva il portale del XIII secolo con una cortina in travertino velata di più marmi. Altre chiese o conventi tra i più importanti di Stroncone, attualmente purtroppo nel più completo abbandono, sono senza dubbio l'antichissimo monastero di S. Simeone con omonima chiesa e l'abbazia di S. Benedetto in fundis, posta alle pendici del monte Rotondo, che ha una storia strettamente legata a Stroncone e alla regola benedettina, resa ancor più suggestiva da molte leggende popolari attribuite al monastero di S. Benedetto dalla fantasia popolare.

 

Volta della chiesa di San Giovanni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da visitare

Giungendo a Stroncone è Piazza della Libertà che ci accoglie con la sua seicentesca fontana dove il timpano centrale, i due pesci laterali, le tre vasche circolari di raccolta dell'acqua evocano antiche memorie. Superata la porta di ingresso al castello, oggi la prima da quando la più antica fu abbattuta per realizzare la piazza anzidetta, incontriamo, subito a sinistra, l'oratorio di S. Giovanni decollato che conserva pregevoli affreschi raffiguranti episodi della vita del Battista ed una pala d'altare che ne rappresenta il martirio, opera, entrambi, di Giuseppe Bastiani di Macerata (1610), mentre gli eleganti stucchi che ornano la volta sono frutto dell'abilità artistica di due fratelli stronconesi: Gregorio e Cristoforo Grimani. Imboccando via Delfini (già via di mezzo) e percorsa via dell'Arringo (da non tralasciare una visita all'Archivio storico-notarile comunale) si giunge alla chiesa collegiata di S. Nicolò la cui semplice facciata romanica si affaccia su un ampio sagrato chiamato nelle antiche riformanze "platea sancti Nicolai" sede, un tempo, delle assemblee popolari. L'esterno presenta un bellissimo portale che, con la sua ornamentazione a racemi, ha, in Umbria, altri ricordi, mentre l'interno offre alla vista dipinti ed affreschi del sec. XVI e XVII, un tabernacolo degli oli santi in marmo, di buona fattura, e, nella sagrestia, un meraviglioso polittico raffigurante l'incoronazione della Vergine, opera di Rinaldo da Calvi (1520-1521). Poco più in alto il palazzo comunale, dove, insieme a numerose monete, medaglie e sigilli di varie epoche, si conservano una statua lignea di S. Sebastiano del XV sec. e nove codici miniati (sec. XIV) molto importanti sotto l'aspetto storico-artistico-musicale. E' d'obbligo una visita alla piazzetta della Torre, così detta a ricordo di un antico fortilizio, quindi, per via G. Contessa (già via di sopra) dopo una sosta al Sacrario ai caduti con i suoi cimeli di varie guerre, si giunge alla chiesa collegiata di S. Michele Arcangelo, la più antica della terra di Stroncone (compare infatti nel Chronicon Farfense di Gregorio da Catino del 1012). Da visitare, all'interno, la Cappella del Rosario con la pala d'altare raffigurante la Madonna del Rosario e santi, opera firmata e datata Bartolomeo Barbiani 1628; la cappella del SS. Crocifisso con un crocifisso ligneo del XIV sec.; la cappella dell'Angelo custode, quella di S. Lorenzo e della Madonna del Carmine; autori degli stucchi ancora i fratelli Grimani. In via S. Vici (già via di sotto) l'omonimo palazzo Vici, oggi convento delle suore francescane del Bambin Gesù, offre l'esempio di un'antica residenza gentilizia; all'interno una cucina trecentesca con vari utensili d'epoca. Poco fuori le mura sorge il convento di S. Francesco fondato nel 1213 dal poverello di Assisi. Le due cappelle esterne presentano una un affresco di Tiberio di Assisi datato 1509 raffigurante la Madonna in trono col Bambino e quattro santi e, la seconda, scene tratte dalla vita di S. Antonio abate. L'interno, cui si accede attraverso un portale del XV sec., offre allo sguardo vari dipinti del '600 e un affresco di scuola umbra del '400: Madonna in trono con Gesù lattante, due angeli e S. Francesco. A destra del presbiterio il dipinto raffigurante un miracolo di S. Diego - il santo guarisce un sordo - giudicato dal Guardabassi opera di buona scuola napoletana, mentre frate Agostino da Stroncone lo cita come opera di Baldassarre Croce, bolognese, eseguita nel 1607. Nell'altare di questa cappella dedicata a S. Diego si custodisce l'urna con il corpo incorrotto del beato Antonio Vici, patrono di Stroncone insieme a S. Michele Arcangelo. Sempre nel territorio di Stroncone meritano una visita i ruderi dell'Abbazia di S. Benedetto in fundis testimonianza dell'antica presenza benedettina e le quattro frazioni Aguzzo, Coppe, Finocchieto e Vasciano che nelle loro sia pur modeste dimensioni conservano le vestigia di un passato certamente significativo. Non tralasciare infine, di fare una escursione nel bellissimo altipiano dei Prati-Cimitelle che offre la vista di splendidi paesaggi e panorami.

 
 
Come arrivarci

Viaggiando in automobile: autostrada Firenze - Roma, uscita Orte, direzione Terni, ingresso Terni Ovest. Giunti a Terni, le indicazioni stradali dirigono verso l'antico borgo medievale di Stroncone. Durante il tragitto tra Terni e Stroncone, pochi chilometri di strada immersa nel verde, si passa in prossimità della basilica dedicata al famoso patrono di Terni e dell'amore, San Valentino, che merita una sosta. Viaggiando in treno: Terni è molto ben servita dai collegamenti ferroviari con Roma. Giunti alla stazione Termini di Roma i treni che conducono a Terni sono distribuiti nell'arco della giornata al ritmo, in media, di uno ogni ora. Da Terni gli autobus di linea conducono direttamente in piazza della Libertà, da cui si può ammirare un meraviglioso panorama. Per gli amanti della bicicletta, Stroncone può essere raggiunto attraverso sentieri verdi tra i più suggestivi in Italia.